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Sempre piu’ tecnologia a bordo delle nostre auto, nel 2025 ogni auto sara’ connessa

Ci sono molte ragioni per cui la connessione in auto rischia di diventare presente davvero dappertutto nel prossimo decennio. Tuttavia, per gli operatori di telecomunicazioni, il futuro della connettività onnipresente non è di per sé ragione sufficiente per festeggiare.

La connettività in auto potrebbe essere applicata per una miriade di applicazioni diverse anche applicando varie tecnologie differenti. Alcune di queste applicazioni e tecnologie potrebbero rivelarsi più o meno redditizie per l’industria delle telecomunicazioni.

Il modo più facile e sicuro per abilitare un canale di comunicazione tra l’automobile e magari internet è sicuramente la possibilità di inserire una scheda SIM all’interno della vettura. Per questo motivo, il mercato automobilistico sarà naturalmente interessato verso la telematica .

Esistono ancora diversi ostacoli che potrebbero impedire questa ipotesi ; I consumatori sono riluttanti a pagare costi aggiuntivi per connettersi direttamente in auto mentre ipotizzano che i loro smartphone unitamente al loro gestore siano la soluzione a molti delle loro esigenza di connettività in auto.
Per questo motivo diversi produttori di automobili e di impianti multimediali per auto si sono rivolti a produttori di software integrati negli smartphone nel tentativo di soddisfare la sete dei consumatori per la connettività.

Nel lungo periodo, tuttavia, staremo a vedere quali saranno i motivi che spingeranno i consumatori a scegliere un sistema “embedded” per la gestione della connettività in auto; i servizi offerti dalle case automobilistiche e la loro utilità saranno sicuramente tra i principali promotori di questa nuova tendenza. -

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UNA FIAT 500 DA 58 MILIONI!!!!

Le aste degli ultimi mesi e gli annunci degli specialisti delle auto d’epoca stanno evidenziando un crescente interesse, ed un conseguente aumento delle quotazioni, per i modelli Fiat un tempo considerati ‘popolari’ e oggi entrati invece nel gotha del collezionismo, soprattutto se appartenenti a serie prodotte in un numero limitato di esemplari.

Le Fiat 600 e le Fiat 500 hanno, insomma, raggiunto valori che fino a qualche anno fa erano propri di modelli piu’ blasonati nell’ambito del Made in Italy, a riprova del cambiamento nell’immagine del brand torinese legato al successo globale dell’attuale 500. Una conferma di questo trend arriva dalla Gran Bretagna, dove uno dei piu’ noti specialisti del settore, il London Classic Garage, ha messo in vendita in questi giorni una Fiat 500 N Sport Tetto Chiuso del 1958, con una richiesta pari a 58.000 euro. Una cifra ‘importante’ che e’ giustificata dal perfetto stato di questo esemplare – telaio 033146 con immatricolazione italiana – che e’ stato riportato nell’anno 2000 alle condizioni originali con un restauro durato 1.200 ore.

Lo certificano l’attribuzione della targa oro dell’ASI, della targa oro del Registro Fiat e la completa documentazione Fiva che permette l’impiego di questa auto nelle competizioni. Di questa serie della Fiat 500 N Sport Tetto Chiuso, afferma l’autorevole sito Classic Driver che pubblica l’inserzione della London Classic Garage, sopravvivono oggi soltanto 3 esemplari. Presentata al 45mo Salone dell’Automobile di Parigi, la 500 Sport venne proposta come variante ‘racing’ della popolare utilitaria torinese.

Costava 560mila lire, aveva un solo colore di carrozzeria (grigio chiaro), il tetto rigido in lamiera (al posto di quello apribile con chiusura in tela) e una fascia rossa sulle fiancate. La cilindrata era leggermente cresciuta (499,5 cc) e la potenza portata a 21,5 Cv cosi’ da permettere una velocita’ massima di 105 km/h

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TOYOTA: ENTRO 2025 10 AUTO ELETTRICHE

La Toyota ha messo in vendita nel 1997 il primo motore ibrido e da allora ha investito molto per migliorare questa tecnologia, che a settembre 2014 era utilizzata, secondo la casa giapponese, su oltre 7 milioni di automobili del gruppo (Toyota e Lexus).

Non per tutti pero’, infatti il gruppo Volkswagen, stando agli annunci, intende lanciare circa 50 modelli elettrici fino al 2025. Oggi pero’ la Toyota ha annunciato di voler cambiare la strategia, anticipando di volere vedere 1 milione di auto elettriche prima del 2030.

CRESCONO LE VENDITE DELLE IBRIDE -L’impegno assunto dal costruttore giapponese rientra all’interno del programma per il decennio 2020-2030, secondo quanto rivelato dall’azienda, che punta a migliorare la qualita’ dell’aria attraverso il taglio delle sostanze nocive emesse allo scarico: la quantita’ di anidride carbonica prodotta dalle Toyota dovra’  ridursi del 90% nel 2050 rispetto al valore di sette anni fa.  Come? portando negli autosaloni dieci elettriche prima del 2025, sia del tipo con alimentazione a batterie che alimentate da celle di combustibile ad idrogeno. Le elettriche saranno vendute in tutte le principali aree del mondo (Europa compresa).

RICICLARE LE BATTERIE - Il gruppo Toyota ha annunciato l’intenzione di fermare i progetti di automobili senza una versione ibrida o elettrica e di voler convertire tutte le Lexus e Toyota, che entro il 2025 saranno disponibili esclusivamente o con almeno un motore ibrido o elettrico.

 

 

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ADDIO AI TAXISTI?

La Volvo ha stretto un accordo con la società di ride sharing Uber per la fornitura di 24.000 automobili fra il 2019 e il 2021, mettendo le basi per una collaborazione con pochi precedenti nella storia delle auto: il costruttore ha venduto in un colpo solo circa il 4,5% delle vetture fabbricate nel 2016, stando al sito internet Wall Street Journal, che stima un valore dell’operazione pari a circa 1 miliardo di dollari. Le vetture scelte da Uber sono le Volvo XC90 (nelle foto) dotate, dalla casa svedese, dei dispositivi fondamentali per la guida autonoma. Uber avra’  poi la possibilita’  di aggiungere la sua tecnologia per finalizzare e adattare alle sue esigenze tale flotta.

ADDIO AI TAXISTI – L’investimento è necessario a Uber per sviluppare il suo modello di business, oggi incentrato su autisti (professionisti e non) che mettono a disposizione la loro auto per portare a destinazione passeggeri raccolti attraverso la specifica app, domani costituito da taxi a guida autonoma in grado di raggiungere la meta senza autista. Le 24.000 auto della Volvo rappresentano quindi il primo passo verso la creazione di una flotta di taxi senza conducente, che possa fare risparmiare a Uber i costi di salari e tasse e potra’  far lavorare 24 ore su 24 le auto con pilota automatico. Gli investitori ritengono che il futuro andra’  in questa direzione e non hanno mai fatto mancare il sostegno economico all’azienda, che solo nel 2016 ha fatto registrare perdite per 2,8 miliardi di dollari.